Suono la chitarra da sempre, anzi, essa è parte del mio essere. Ho sempre creduto nella forza espressiva di questo straordinario strumento, tanto da ritenerlo oltre che un mezzo, addirittura un fine per raggiungere le più alte vette emozionali del vivere quotidiano. Diceva Kahalil Gibran grande poeta libanese: “viviamo solo per scoprire nuova bellezza. Tutto il resto è una forma di attesa.” Ed anche per me la ricerca di un linguaggio espressivo bello è pulito, è stato sempre un obiettivo ma anche una dolce attesa, il mio naturale incedere attraverso musicalità che, rappresentassero sempre il mio modo di rapportarmi al mondo, al tempo, alla natura, all’animo umano, attraverso la magia della musica. (Saverio Schettini)

 
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Saverio Schettini nasce a Buenos Aires il 15 dicembre, inizia a suonare la chitarra giovanissimo. Ha appena compiuto 9 anni quando il suo vicino di casa Eugenio DE ROSE, che è un apprezzato suonatore di mandolino, comincia a fornirgli i primi rudimenti per lo studio dello strumento a corde, anche per far un piacere a se stesso, e per avere una valida spalla per i suoi duetti musicali, dedicati ai classici della musica partenopea. Questa sua grande passione per lo strumento a corde lo porta a 14 anni a cominciare lo studio della chitarra classica, un’avventura ed un amore artistico che non lo abbandoneranno mai più. A 16 anni supera brillantemente la prova di ammissione al Conservatorio Stanislao GIACOMANTONIO di Cosenza col massimo dei voti.

Il percorso musicale di Saverio SCHETTINI è inizialmente quello della musica leggera italiana, che sfocia in collaborazioni ed esibizioni al fianco di artisti italiani come:

- Vanna LEALI nel 1992;

- Roberto SOFFICI nel 1993 - grande artista ed autore di pezzi importanti realizzati per Mina, Adriano Celentano, I Nomadi, solo per citarne alcuni-;

- Massimo MODUGNO nel 1994;

- Nik CELENTANO nel 1995;

- Patrick SAMSON nel 1996;

- Valeria VISCONTI nel 1997;

- Grazia DI MICHELE nel 1998;

- Donatella MILANI nel 2000.

Ma si capisce subito, che nonostante il suo straordinario talento, non è questo il suo percorso espressivo, ha bisogno di nuovi spazi musicali, nuovi orizzonti interpretativi nei quali la musica possa essere non solamente un dolce piacere per le orecchie, ma soprattutto una sorta di catarsi interiore attraverso cui poter produrre emozioni nell’animo di chi ascolta. Sono gli anni in cui comincia a farsi largo nella sua mente e nel suo cuore, già dotati di straordinaria sensibilità artistica, l’esigenza dello studio della chitarra a livello di struttura armonica. Capire cioè, fin dove può spingersi la sua ricerca musicale a livello di immagini espressive, che solo la pulizia e la struttura del suono può regalargli e regalare ai suoi fruitori, (pubblico ed addetti ai lavori) i quali già cominciano ad interessarsi a lui ed al suo già raffinato stile.

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